News

PPWR, EuPF: “Esenzione ok, ma serve rivedere i trasporti UE”

La Commissione Europea ha approvato l’atto delegato che esenta gli operatori economici dagli obblighi di riutilizzo al 100% per film estensibili e reggette utilizzati nell’avvolgimento dei pallet. L’esenzione riguarda i trasporti tra aziende interconnesse a livello europeo e quelli all’interno dello stesso Stato membro, e chiarisce che tali utilizzi non rientrano nel target di riuso del 40% previsto dal PPWR.

Ma per European Plastic Films (EuPF) il provvedimento resta incompleto: nei trasporti transfrontalieri tra operatori diversi, l’obbligo di riuso continua a valere.

“La Commissione ha riconosciuto che l’obbligo generalizzato non funziona nei trasporti domestici e intra-gruppo. Ma le stesse evidenze valgono anche per i movimenti di merci tra due Paesi UE”, afferma Thomas De Meester, a capo di EuPF. “Così si rischiano maggiori emissioni, costi miliardari e un indebolimento dell’industria europea”.

L’industria: “Regola sproporzionata, impatti enormi”

Durante la consultazione pubblica, un fronte ampio e trasversale di settori industriali ha chiesto di estendere l’esenzione anche ai trasporti cross-border. Dalle catene del retail alla logistica di materiali pesanti, tutti hanno sollevato le stesse preoccupazioni: peggioramento della performance ambientale, inefficienza operativa, rischi per la sicurezza del carico e costi fuori scala.

I film per pallet e le reggette, ricordano le associazioni, sono strumenti indispensabili per assicurare stabilità e velocità nelle operazioni automatizzate di carico e scarico. Cambiarli con alternative riutilizzabili comporterebbe una revisione radicale dei processi logistici in quasi tutti i settori.

Dati alla mano: più emissioni, più costi, meno efficienza

Una valutazione indipendente del ciclo di vita mostra che le alternative riutilizzabili, spesso più pesanti, potrebbero aumentare le emissioni di CO₂ dal 35% fino al 1700% rispetto alle soluzioni monouso già riciclabili. L’impatto cresce proprio nei trasporti a più lunga distanza, cioè quelli transfrontalieri, che sono il bersaglio dell’articolo 29(1).

Anche l’effetto economico sarebbe pesante: un’analisi condotta su otto settori chiave stima costi aggiuntivi annuali per 4,9 miliardi di euro, a cui si sommeranno investimenti tra 4,7 e 5,3 miliardi per adeguare le infrastrutture e sostituire anticipatamente impianti automatici ancora funzionanti, con un valore residuo stimato in 1 miliardo.

Le aziende esportatrici sarebbero tra le più penalizzate: gli imballaggi riutilizzabili non possono essere recuperati dai Paesi extra-UE, costringendo le imprese a gestire sistemi paralleli.

EuPF: “Serve una revisione, a rischio la competitività europea”

L’associazione richiama anche il recente dibattito politico sul rilancio della competitività industriale europea, evidenziando il rischio che un obbligo di riuso non allineato agli impatti reali crei complessità inutile e freni gli investimenti in soluzioni riciclabili già consolidate.

Per questo EuPF chiede alla Commissione di riconsiderare le evidenze scientifiche disponibili e valutare un nuovo atto delegato che estenda l’esenzione anche ai trasporti transfrontalieri tra operatori diversi.