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Plastic Tax negli Usa: l’industria all’opposizione

La Plastics Industry Association, per conto di 67 aziende, ha chiesto ieri al Congresso degli Stati Uniti di rinunciare a istituire una Plastic Tax di 20 cent/lb sulla plastiche vergini. Lo riporta una nota di Icis.

Nella lettera inviata a entrambe i rami del parlamento, i principali produttori di plastica hanno espresso preoccupazione per l’aumento dei costi per l’intera filiera dell’industria della plastica e la perdita di competitività della produzione statunitense.

Tra le aziende firmatarie ci sono Chevron Phillips, Eastman, Epsilyte, ExxonMobil, Formosa, LyondellBasell, Nova Chemicals, Sabic, Shell e Westlake Chemical. Esse affermano che la nuova tassa ignora la carenza di materiale che causerebbe, data la limitata fornitura di plastiche riciclate, in particolare per gli imballaggi per alimenti.

I legislatori non hanno ancora completamente esaminato la Plastic Tax proposta con il regolare processo legislativo, che include analisi di esperti e dibattito pubblico.

La lettera firmata dalle principali aziende chimiche segue un’altra lettera simile inviata al Congresso la scorsa settimana da 23 associazioni di categoria.

Plastic Tax inclusa nel Reduce Act

Una Plastic Tax sulla plastica vergine è stata introdotta per la prima volta come parte del Reduce Act del senatore Sheldon Whitehouse ad agosto. Il disegno di legge applica la tariffa ai prodotti monouso, inclusi imballaggi in plastica, contenitori per bevande, sacchetti e prodotti per la ristorazione.

Le entrate della tassa di 10 cent/lb proposta dal Reduce Act per il 2022 sarebbero destinate alla creazione di un Fondo per la riduzione dei rifiuti di plastica e per attuare iniziative che riducano i rifiuti di plastica e migliorino i tassi di riciclo.

La tassa di 20 cent/lb è una delle diverse opzioni evidenziate dalla Commissione per le finanze del Senato degli Stati Uniti per supportare il disegno di legge di riconciliazione del bilancio. I dettagli del disegno di legge di spesa sono ancora in discussione.

“Vi esortiamo vivamente a mettere da parte l’idea di una tassa sulla plastica dalle discussioni sul pacchetto di riconciliazione e sulle potenziali fonti di entrata”, ha affermato il gruppo di società nella lettera. “Accoglieremo con favore audizioni pubbliche sull’uso di contenuto riciclato e una discussione su come possiamo promuovere la partnership pubblico/privato che già esiste nel riciclo”.