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Packaging in Italia: come la filiera da 51,3 miliardi affronta il PPWR

L’Italia dell’imballaggio si conferma una delle filiera industriali più solide d’Europa, con numeri che la rendono protagonista nella transizione al packaging sostenibile.

Questo il messaggio emerso ieri a Roma, nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato, durante l’incontro “Filiera a confronto: l’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea” promosso da Giflex su iniziativa del senatore Gianluca Cantalamessa (Commissione Industria).

I numeri ufficiali della produzione italiana

  • 17,26 milioni di tonnellate di imballaggi nel 2024 (+1,1% sul 2023)
  • 37,96 miliardi di euro di fatturato
  • 3,3% della manifattura e 1,7% del PIL nazionale
  • Crescita prevista: +1% nel 2025 e +1,2% medio annuo fino al 2028

Allargando lo sguardo alle tecnologie per confezionamento, stampa e converting, l’intera filiera vale 51,3 miliardi di euro.

PPWR: cosa cambia e perché l’Italia chiede pragmatismo

Il Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR) punta a ridurre del 15% i rifiuti di imballaggio entro il 2040 e introduce nuovi obblighi su:

  • riciclabilità
  • contenuto riciclato
  • riuso
  • etichettatura
  • design for recycling

Durante l’incontro al Senato “Filiera a confronto: l’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea”, le imprese hanno chiesto:

Le 3 richieste principali della filiera italiana

  1. Regole stabili e applicabili, non ideologiche
  2. Supporto agli investimenti per ridurre l’immesso al consumo
  3. Miglioramento della raccolta e del riciclo, anche con tecnologie come il riciclo chimico

Il messaggio è condiviso da Giflex, Federazione Carta e Grafica, Ucima, Acimga e Centromarca: serve un approccio di filiera, non norme calate dall’alto.

Il ruolo del packaging flessibile: la soluzione più efficiente

Il packaging flessibile è identificato come una delle leve principali per ridurre i rifiuti senza sacrificare prestazioni e sicurezza.

Perché il flessibile è centrale nel PPWR

  • pesa solo 2–3% del prodotto contenuto
  • utilizza meno materia prima rispetto ad altri imballaggi
  • garantisce shelf‑life più lunga → meno sprechi alimentari
  • emissioni di CO₂ inferiori

I numeri del flessibile in Italia ed Europa

  • Europa 2024: 18,8 miliardi €
  • Previsioni 2029: +8,8% nel mondo, +6,4% in Europa
  • Italia: circa 12.000 addetti, 400–450.000 tonnellate prodotte, >4,3 miliardi € di fatturato

Smart Packaging e digitalizzazione: l’innovazione che cambia la filiera

L’Osservatorio Innovazione Packaging dell’Università di Bologna evidenzia come il packaging stia diventando:

Il packaging come infrastruttura digitale

  • tracciabilità end‑to‑end
  • trasparenza lungo la supply chain
  • gestione del fine vita basata sui dati
  • smart packaging come “broadcaster di filiera”

Il progetto FuturE‑Pack (PNRR – MICS) esplora come un imballaggio “intelligente” possa contribuire alla conformità PPWR e alla competitività delle imprese.

 

Cosa deve fare l’Italia per trasformare il PPWR in opportunità

Ecco le 6 priorità operative emerse dalla filiera:

  • Tavolo permanente PPWR tra imprese e istituzioni
  • Incentivi agli investimenti per revamping, nuovi materiali e digitalizzazione
  • Potenziamento del sistema di riciclo, inclusa la complementarità del riciclo chimico
  • Standardizzazione dei dati (digital passport, EPR evoluto)
  • Approccio LCA comparabile, non ideologico
  • Comunicazione al consumatore chiara per aumentare la qualità della raccolta

L’Italia del packaging ha già le competenze per diventare best practice europea: tecnologie leader, filiera compatta, cultura dell’innovazione, capacità di misurare le performance ambientali.
Per cogliere l’opportunità del PPWR servono regole chiare, tempi certi e investimenti mirati che trasformino la sostenibilità da vincolo a vantaggio competitivo