La controllata del gruppo guidato da Fabrizio Di Amato si aggiudica due studi di fattibilità per impianti di upcycling meccanico da complessive 65 mila tonnellate annue. Sotto i riflettori la tecnologia proprietaria NX Replast.
Nextchem, società controllata da Maire, si è aggiudicata due contratti per studi di fattibilità relativi alla realizzazione di impianti di upcycling delle materie plastiche in Africa del Sud e nel Sud-est asiatico.
I progetti, basati sulla tecnologia proprietaria NX Replast™, mirano a trasformare i rifiuti plastici (materiali poliolefinici post-consumo e industriali) in polimeri riciclati ad alto valore aggiunto, con proprietà tecniche equiparabili ai materiali vergini.
L’offensiva di Nextchem si muove su due quadranti geografici strategici per la gestione dei rifiuti:
- Africa del Sud: lo studio riguarda un impianto da 25 KTPA (migliaia di tonnellate annue) commissionato da un primario operatore locale. Si tratta di una delle prime iniziative di economia circolare su larga scala nella regione.
- Sud-est asiatico: il secondo contratto prevede un impianto di dimensioni maggiori, con una capacità di trattamento di 40 KTPA.
Al centro dell’operazione c’è il processo di mechanical upcycling. A differenza del riciclo meccanico tradizionale, la tecnologia NX Replast™ permette di ottenere compound tecnici “premium”, destinati ad applicazioni industriali e di largo consumo, garantendo una maggiore competitività economica rispetto alle commodity standard.
“Questi contratti confermano la portata globale della nostra offerta e la scalabilità della nostra piattaforma tecnologica,” ha commentato Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem. “Siamo scelti come partner per definire roadmap di sostenibilità ad alto impatto in nuovi mercati, grazie a soluzioni ingegneristiche economicamente efficienti.”

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