Il mercato europeo dell’rPET resta in bilico. La scarsità di PET vergine, legata al conflitto in corso, ha spinto i fornitori a rialzare i prezzi, approfittando della situazione per migliorare margini finora ridotti. Ma cresce la preoccupazione: vendite opportunistiche rischiano di compromettere le relazioni tra operatori, come accaduto nel 2022.
I colloqui sui prezzi di aprile partono questa settimana e ci si aspetta un aumento generalizzato dei listini. Al contempo, gli operatori invitano alla cautela: una volta terminato il conflitto, il PET vergine potrebbe calare e la domanda di rPET tornare ai livelli pre-guerra, storicamente stabili o inferiori alle attese.
Intanto, l’impatto della Direttiva SUPD in Europa resta limitato. I brand continuano a utilizzare rPET solo fino al minimo richiesto, soprattutto quando il prezzo supera quello del materiale vergine, osserva Matt Tudball, Senior Editor, Recycling di Icis.

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