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Malesia, l’industria delle plastiche supera gli ostacoli

Lo scenario post-pandemia in Malesia ha assunto una nota più positiva dopo un anno travagliato in cui l'economia ha subito l'impatto del Covid-19.

Nonostante l’effetto creato dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, diversi fattori positivi hanno riportato l’ottimismo tra gli operatori del comparto industriale della Malesia. Il più importante di questi è la stabilizzazione della situazione politica del paese sotto il primo ministro Tan Sri Muhyiddin Yassin il quale dopo essere entrato in carica il 1° marzo 2020 ha iniziato a implementare misure idonee a contenere la diffusione del Covid-19 e a rimettere in moto l’economia del paese. Il nuovo governo malese si è anche mosso per rilanciare il mercato interno con l’introduzione di strumenti come il pacchetto di stimoli economiciPrihatin Rakyat” (Prihatin) il piano nazionale di ripresa economica “Penjana” e il “Kita Prihatin”, del valore complessivo di 315 miliardi di RM (circa 77,5 miliardi di dollari). Queste misure hanno dato lo sperato impulso all’economia e sostenuto le imprese nazionali nei loro sforzi di ripresa.

Secondo Maybank Kim Eng, grazie a questi stimoli economici e ad altri incentivi, la Malesia dovrebbe registrare una crescita del 5,1% nel 2021 dopo una contrazione di circa il 5,4% nel 2020. Le misure avviate dal governo, che comprendono anche una moratoria sul rimborso dei prestiti alle istituzioni finanziarie e l’avvio di importanti progetti per i trasporti e le infrastrutture, dovrebbero andare a vantaggio anche del settore industriale.

Il comparto industriale la domanda di materie plastiche

Le materie plastiche in Malesia hanno dato un contributo significativo al settore medico e sanitario del paese durante la pandemia e nel periodo successivo. Secondo una ricerca sul mercato delle materie plastiche della Malesia pubblicata da Reportlinker, per il mercato dei prodotti in plastica si prevede una crescita a un tasso medio annuo composto di circa il 4% tra il 2020 e il 2025. Come indicato nel rapporto, la forza dell’industria malese delle materie plastiche si basa sulla presenza di importanti protagonisti del mercato, tra cui multinazionali come Toray Plastics Sdn Bhd, Lotte Chemical Titan Holding Berhad, Behn Meyer Malaysia Sdn Bhd, Polyplastics Asia Pacific Sdn Bhd e Malayan Electro-Chemical Industry Co. Sdn Bhd, solo per citarne alcuni, che continuano a investire nel paese.

Come nella maggior parte dei paesi del sud-est asiatico, anche in Malesia gli imballaggi assorbono la quota maggiore delle materie plastiche. Prima dello scoppio della pandemia i principali produttori di materie plastiche del paese avevano registrato buoni progressi, come ad esempio Scientex Bhd, un produttore di plastica flessibile che nel 2019 aveva raggiunto un fatturato-record di 3,25 miliardi di MYR. Un altro produttore di imballaggi, Thong Guan Industries Bhd, aveva registrato un aumento del 56% dell’utile netto, arrivando a 25,7 milioni di MYR nel primo semestre 2019, secondo Reportlinker.

I maggiori consumatori di plastica in Asia

A livello nazionale, i malesi sono noti per essere tra i maggiori consumatori individuali di plastica in Asia con 16,78 chilogrammi l’anno pro capite, seguiti dalla Tailandia con 15,5 chilogrammi l’anno. Il progresso del potere d’acquisto e la preferenza per i piatti pronti sono tra i fattori che determinano un’elevata domanda di imballaggi nel mercato malese.

Anche l’industria automobilistica promuove la domanda di materie plastiche grazie alle strategie volte al contenimento dei pesi e alla riduzione delle emissioni di carbonio. Il paese produce oltre 600.000 veicoli l’anno, e i modelli a benzina dominano il mercato con una quota di circa l’82%. I produttori malesi di tecnopolimeri sviluppano continuamente nuovi compound per soddisfare la domanda di leggerezza, sicurezza e riduzione delle emissioni di carbonio proveniente dai costruttori. Un altro importante settore è l’industria elettronica/elettrica (E&E), uno dei pilastri della Malesia. Il settore E&E si affida ai compound sviluppati dai produttori malesi per assicurare le proprietà fisiche e meccaniche richieste dai moderni articoli elettronici ed elettrici.

Promuovere i prodotti di fascia alta e il riciclo

Le associazioni malesi Malaysian Investment Development Authority (MIDA), Malaysian Plastics Manufacturers Association (MPMA) e Malaysian Petrochemicals Association (MPA) organizzano unitamente la conferenza biennale MPMA-MPA-MIDA che mira a sensibilizzare gli operatori sulle varie misure, politiche e iniziative varate dal governo a sostegno delle aziende impegnate nella produzione di materie plastiche. Un obiettivo in questo contesto è rappresentato dall’attuazione della “Roadmap Towards Zero Single-Use Plastics 2018-2030” del Ministero della scienza, della tecnologia, dell’ambiente e dei cambiamenti climatici (MESTECC), un’iniziativa che offre agli operatori del settore l’opportunità di migliorare e diversificare i propri prodotti al fine di allargare la base di mercato globale e nazionale. Per raggiungere questo obiettivo, i produttori di plastica in Malesia sono incoraggiati dal governo ad adottare sistemi di automazione, metodi e tecnologie di produzione intelligenti per migliorare la loro competitività. Un ulteriore aspetto della roadmap è la trasformazione dell’industria delle materie plastiche in un settore in grado di raggiungere gli obiettivi dell’economia circolare attraverso la collaborazione tra i vari operatori del settore.

Il riciclo in Malesia

La Malesia ha inoltre varato il “Plastic Pact” un progetto volto a ridurre l’inquinamento da plastica nel paese e a consentire l’adozione di iniziative più sistematiche per il riciclo delle materie plastiche con l’obiettivo di realizzare l’economia circolare della plastica. Il patto per la plastica prevede inoltre la collaborazione tra governo, aziende, organizzazioni non governative e le università.

Oltre ad adottare tecnologie di riciclo avanzate, la Malesia punta anche a sfruttare il potenziale dell’olio di palma come fonte di materie plastiche rispettose dell’ambiente, mentre sono in fase di sviluppo altre alternative a base vegetale.