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Produzione industria della plastica: scatto a fine anno, ma il bilancio resta in rosso

L'analisi dei dati Istat evidenzia per il comparto della gomma-plastica una crescita tendenziale del +4,8% a dicembre, sovraperformando la media nazionale nonostante le criticità dell'intero esercizio.

Il settore della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche chiude il 2025 con un segnale di forte dinamismo congiunturale, pur non riuscendo a invertire completamente il segno negativo sul consuntivo annuale. Lo riportano i dati Istat di dicembre 2025 sulla produzione industriale.

La fotografia di dicembre: plastica batte l’indice generale

Nell’ultimo mese dell’anno, il comparto ha mostrato una vitalità superiore alla media del sistema industriale italiano:

  • Variazione tendenziale: a dicembre 2025, la produzione del settore è cresciuta del 4,8% rispetto allo stesso mese del 2024 (dati corretti per gli effetti di calendario). Si tratta di un risultato superiore al dato dell’indice generale, che si è fermato a un pur positivo +3,2%.

  • Ranking industriale: nella graduatoria dei settori produttivi, la plastica e gomma si posiziona al quinto posto per crescita su base annua, distanziando comparti storici come i macchinari (+1,8%) e l’alimentare, che segna invece un calo del -0,9%.

  • Dinamica Congiunturale: rispetto a novembre 2025, il settore registra una lieve flessione dello 0,8%. Tuttavia, il dato trimestrale (ottobre-dicembre) indica un solido progresso del +2,8% rispetto ai tre mesi precedenti, segnale di una ripresa di slancio nell’ultima parte dell’anno.

     

Il bilancio dell’anno e il confronto con la manifattura

Nonostante il “rally” di fine anno, il consuntivo del 2025 riflette le difficoltà incontrate dall’industria nel corso dei dodici mesi.

Il calo annuo dello 0,6% per il settore plastica è più marcato rispetto alla flessione media nazionale dello 0,2%. Tuttavia, la tenuta del comparto appare evidente se confrontata con i crolli verticali di altri pilastri del “Made in Italy”, come le industrie tessili, abbigliamento e pelli, che chiudono l’anno con una contrazione del 5,5%.

In conclusione, il settore degli articoli in plastica si conferma un asset resiliente: pur risentendo di un’annata complessivamente debole per la manifattura, ha saputo agganciare con maggior forza rispetto alla media la ripresa produttiva del quarto trimestre.