Il conflitto in Medio Oriente minaccia seriamente i flussi commerciali di polimeri. Un incendio, riporta Argus Media, è divampato presso uno dei moli del porto di Jebel Ali, negli Emirati Arabi Uniti, causato dalla caduta di detriti a seguito di un’intercettazione aerea. L’incidente si è verificato nel contesto di “operazioni di combattimento su vasta scala” avviate dai militari statunitensi in Iran, dopo gli attacchi coordinati di Israele del 28 febbraio.
L’importanza strategica del Porto di Jebel Ali
Il porto di Jebel Ali non è solo uno scalo logistico, ma il cuore pulsante del commercio petrolchimico della regione. Secondo l’operatore DP World, questa infrastruttura gestisce:
- Circa il 65% delle esportazioni di polimeri dei paesi del GCC.
- Il 33% delle esportazioni petrolchimiche totali dell’area.
Nonostante il pronto intervento della Difesa Civile di Dubai abbia evitato feriti, l’evento solleva forti preoccupazioni sulla stabilità delle forniture globali di materie plastiche.
Capacità produttiva e impatto sul mercato dei polimeri
Il Medio Oriente gioca un ruolo fondamentale nella produzione mondiale di materiali plastici. I dati Argus evidenziano volumi produttivi critici che rischiano la paralisi:
Polietilene (PE)
La regione vanta una capacità superiore a 23 milioni di tonnellate annue, pari al 15% della capacità globale. L’Arabia Saudita è il principale produttore con 10,5 milioni di tonnellate, seguita dall’Iran con circa 5 milioni.
Polipropilene (PP)
La capacità regionale supera le 10 milioni di tonnellate annue, rappresentando il 9% del totale mondiale. Anche in questo caso l’Arabia Saudita guida il mercato con 5,7 milioni di tonnellate, di cui 4 milioni concentrate nel polo di Jubail.
Effetto domino: coinvolti anche Oman e Kuwait
L’instabilità bellica non si limita agli Emirati. Altri hub logistici hanno subito interruzioni:
- Oman: il porto di Duqm è stato colpito da due droni, causando il ferimento di un lavoratore.
- Kuwait: le operazioni nel porto di Shuaiba sono state sospese in via precauzionale dopo la caduta di frammenti di un oggetto aereo ignoto.
Lo spettro della chiusura dello Stretto di Hormuz
Il timore principale per gli operatori è il possibile blocco dello Stretto di Hormuz, che paralizzerebbe ogni esportazione petrolchimica. Sebbene siano circolate notizie su una chiusura totale, l’agenzia britannica Maritime Trade Operations ha chiarito che tali dichiarazioni non sono al momento legalmente vincolanti, pur raccomandando alle navi di transitare con la massima cautela.

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