Il grido d’allarme che arriva dal cuore produttivo dell’Europa è unanime: serve un’azione d’emergenza immediata. In vista del Consiglio Europeo ad Alden Biesen, la comunità della Dichiarazione di Anversa, sostenuta con forza dall’EuPC (European Plastics Converters), ha chiesto ai vertici dell’Unione misure drastiche per contrastare una crisi di competitività che si fa ogni giorno più profonda.
Il messaggio è stato ribadito durante l’European Industry Summit, un evento di portata storica che ha visto la partecipazione di oltre 500 leader aziendali e rappresentanti dei lavoratori. La coalizione è imponente: oltre 1.300 realtà tra aziende, associazioni e sindacati chiedono ai capi di Stato e di Governo di trasformare le promesse del Clean Industrial Deal in risultati tangibili già entro il 2026.
Gli obiettivi: difesa dell’occupazione e nuovi investimenti
La Dichiarazione di Anversa non è solo un manifesto di intenti, ma una richiesta di sopravvivenza. La comunità industriale esorta l’UE a garantire:
- Misure di emergenza per ripristinare la competitività sui mercati globali.
- Protezione dei posti di lavoro di alta qualità per i lavoratori europei.
- Coordinamento politico tra gli Stati membri per evitare la frammentazione del mercato unico.
“Il vertice di Alden Biesen deve essere il momento della svolta,” dichiarano i rappresentanti della Community. “L’Europa deve impegnarsi in misure coordinate che garantiscano risultati visibili direttamente nelle fabbriche nel corso del 2026.”
Verso il 2026
Con l’EuPC in prima linea, l’industria della trasformazione delle materie plastiche si unisce a un coro che chiede meno burocrazia e più supporto concreto alla transizione ecologica, affinché la sostenibilità non diventi sinonimo di deindustrializzazione. La palla passa ora ai leader europei, chiamati a decidere se l’industria del Vecchio Continente debba restare un pilastro globale o soccombere alla pressione dei mercati esteri.

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