Attualità

Cina, è ancora crescita per i macchinari per materie plastiche

Esportatore netto di macchine per la trasformazione delle materie plastiche, la Cina è anche un forte importatore di attrezzature, soprattutto di quelle di maggior contenuto tecnologico. Nonostante il rallentamento dovuto alla pandemia, la crescita del mercato cinese è ricominciata, anche se con qualche incertezza.

La domanda di macchinari e attrezzature per la trasformazione di materie plastiche in Cina ha raggiunto nel 2020 il valore di 10,6 miliardi di dollari, con un tasso di crescita dell’8,7% medio annuo nell’arco dell’ultimo decennio (vedi figura 1). Dopo una forte crescita nei primi anni 2000, il mercato ha notevolmente rallentato nell’arco degli ultimi 3 – 4 anni, in relazione sia al generale rallentamento dell’economia mondiale e cinese, sia, soprattutto, nell’ultimo biennio in relazione all’impatto da Covid –19, che ha notevolmente penalizzato anche l’effervescente economia cinese, che comunque ha resistito meglio di tutti gli altri paesi.

La Cina è net exporter di macchinari ed attrezzature per la lavorazione di materie plastiche, con un saldo commerciale positivo per 1,1 miliardi di dollari nel 2020 (vedi tabella 1).

Le importazioni provengono per la maggior parte da Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Germania; le esportazioni sono dirette soprattutto verso i paesi asiatici – in particolare India e Vietnam -, ma anche verso i paesi occidentali (USA in primis). In generale i macchinari prodotti in Cina sono di qualità mediobassa: pertanto gli impianti a tecnologia più elevata devono essere importati. Significativo a questo proposito è il raffronto tra prezzo medio di una unità di stampaggio a iniezione importata (circa 100.000 – 105.000 dollari) e prezzo medio di una unità di stampaggio a iniezione esportata (35.000 dollari).

Le tipologie di macchinari e attrezzature

Più o meno tutte le tipologie di macchinari e accessori per la trasformazione di materie plastiche vengono utilizzate e prodotte in Cina:

  • presse per lo stampaggio a iniezione: sono la tipologia di macchinari più usati, considerando presse e relativi stampi (vedi tabella 2). Le tipologie di presse a iniezione più utilizzate sono quelle piccole elettriche, quelle idrauliche o miste ad azionamento idraulico – elettrico, e le presse a iniezione a due piani adatte per la produzione di articoli di grandi dimensioni. Però, siccome anche in Cina le tecnologie Industria 4.0 si vanno affermando, anche in Cina si cominciano a produrre presse e impianti di stampaggio a iniezione “intelligenti”; per esempio, nel 2018 la società BorchMachinery Co Ltd ha effettuato un investimento di circa 24 milioni di dollari in uno stabilimento “smart” per la produzione di presse a Guangzhou; nel 2017 la società Haitian International Holdings Limited aveva pianificato un investimento di circa 150 milioni di dollari per uno stabilimento “smart” nella città di Wuxi, provincia Jiangsu. Gli impianti per lo stampaggio a iniezione rappresentano il 43,5% delle esportazioni totali di impianti di trasformazione di materie plastiche dalla Cina e il 38% delle importazioni totali: quindi la Cina è net exporter di impianti per lo stampaggio a iniezione, con un saldo della bilancia commerciale positivo per 630 milioni di dollari;
  • impianti di estrusione;
  • macchine per il soffiaggio di corpi cavi: comprendono a loro volta:
  • impianti di estrusione – soffiaggio: viene estruso un tubolare di materiale plastico internamente ad uno stampo del quale assume la forma;
  • iniezione soffiaggio: in una prima fase si forma una preforma (parison) con sagoma ben definita tramite processo di iniezione, che poi viene soffiata e fatta aderire alle pareti di uno stampo opportunamente raffreddate.

Si tratta di tecnologie ormai consolidate anche in Cina;

  • impianti di termoformatura;
  • stampanti 3D: per quanto riguarda la stampa 3D i produttori cinesi si sono focalizzati soprattutto sulla prototipazione, mentre sono ancora tecnologicamente in arretrato per quanto riguarda la produzione di manufatti finiti. A partire da una decina di anni fa le stampanti 3D cinesi open source hanno iniziato ad invadere i mercati esteri, in particolare il mercato USA: si trattava di copioni di stampanti, sicuramente a basso costo rispetto agli originali, e generalmente di qualità inferiore in quanto a funzionamento. Allo stato attuale la Cina sta affrontando una crescente concorrenza da parte delle società estere, in relazione sia alla minor qualità del prodotto cinese, sia al fatto che oltre la metà dei produttori cinesi di stampanti 3D ancora non si focalizza sull’adozione globale di tale tecnologia. Il punto di forza della stampa 3D risiede nella possibilità di stampare oggetti in piccoli lotti ma diversificati, in quanto è possibile apportare facilmente rapide modifiche al design; libertà di progettazione con la possibilità di personalizzare il prodotto in base alle esigenze del cliente. Questo tipo di ottica manca ancora in gran parte ai produttori cinesi, che sono ben posizionati sulla produzione di prototipi visuali e prototipi funzionali, ma non su prodotti finiti realizzati con stampa 3 D; solo il 12% circa dei produttori cinesi ritiene che la stampa 3D sia utilizzabile per la produzione di manufatti finiti ad uso industriale. D’altronde un gran numero di produttori cinesi ammette apertamente la carenza di competenze tecniche in materia. A fronte di un’offerta locale ancora tecnologicamente impreparata, anche la penetrazione della stampa 3D come tecnica adottata dalle aziende manifatturiere cinesi è ancora limitata a un 10 – 15% circa;
  • impianti di stampaggio rotazionale: lo stampaggio rotazionale – noto anche come rotostampaggio – è una tecnologia di lavorazione delle materie pastiche a bassa pressione e ad elevata temperatura, basata sull’adesione di materiali plastici a stampi cavi in rotazione; serve quindi per la produzione di corpi cavi, che non necessitano di successive fasi di saldatura e montaggio, praticamente privi di tensioni. Nello stampaggio rotazionale la Cina si conferma il maggior mercato mondiale per dimensioni;
  • impianti per polimeri espansi: comprendono ad esempio i macchinari utilizzati per espandere piccole sfere di polistirolo con vapore acqueo e pentano a dare il primo espanso; successivamente, attraverso un processo di sinterizzazione mediante vapore acqueo, le perle di primo espanso contenute negli stampi vengono saldate tra loro a dare i blocchi. È una tecnologia ormai consolidata anche in Cina, nonostante alcune lentezze nei processi di espansione e sinterizzazione. Oppure macchine per ottenere poliuretano espanso: pur trattandosi di una tecnologia particolarmente semplice, praticata da numerose piccole aziende cinesi, la qualità del prodotto finito made in China è a volte carente, in relazione ad una non equilibrata miscelazione degli additivi con cui viene mescolato il poliuretano nella prima fase di lavorazione;
  • stampi: possono essere utilizzati per diversi tipi di lavorazione: stampaggio a iniezione (la tipologia più usata: vedi tabella 2), iniezione – soffiaggio ed estrusione – soffiaggio, termoformatura, stampaggio rotazionale;
  • impianti per altri tipi di lavorazione: impianti di calandratura di PVC, impianti di spalmatura, impianti di calandratura, impianti di colata, impianti di verniciatura, ecc.

Lo stato dell’offerta

La Cina è, oltre che il maggior consumatore (Cina, USA ed Europa insieme coprono i due terzi della domanda mondiale), anche il maggior produttore al mondo e il secondo esportatore, dopo la Germania e quasi in eguale posizione con l’Italia, di impianti ed accessori per la lavorazione di materie plastiche (vedi tabelle 3 e 4)

L’offerta di impianti e accessori per la lavorazione di materie plastiche in Cina è ancora frammentata; esistono però alcuni gruppi in posizione leader con quote rilevanti del mercato, e che negli ultimi anni hanno registrato notevoli incrementi delle vendite.

Si citano di seguiti oltre una ventina di società che, in base alle indicazioni dell’Associazione di Categoria dei Produttori Cinesi di Macchinari per la Trasformazione di Materie Plastiche, sono leader sul mercato cinese;

  • Haitian Plastics Machinery Group Co. Ltd: produttore leader di impianti di stampaggio -iniezione in Cina, con una quota di mercato del 34 – 35% nel mercato domestico: è particolarmente attiva nell’adozione di nuove tecnologie (vedi l’investimento sopra citato nella “smart factory” di Wuxi);
  • Kraussmaffei Co Ltd: nata dall’acquisizione da parte della società cinese China National Chem (ChemChina) della società tedesca Krauss Maffei e incorporata nel Qingdao Tianhua Institute of Chemistry Engineering Co, Ltd, è stata ridenominata nel settembre 2019 appunto col nome Kraussmaffei Co Ltd: è il secondo produttore di impianti di stampaggio – iniezione in Cina, con una quota di mercato del 20,5%;
  • Shanghai JwellMachinery Co. Ltd: maggior produttore di impianti di estrusione di materie plastiche in Cina. Produce anche altre tipologie di impianti, puntando sulla “smart factory”;
  • Chen Hsong Group: ha annunciato di voler acquisire un nuovo stabilimento per l’assemblaggio di macchinari per la lavorazione di materie plastiche in India, usando componenti prodotti dalla stessa società negli stabilimenti da essa posseduti in India. Figura in seconda posizione nelle macchine per stampaggio – iniezione;
  • Dalian Rubber & Plastics Machinery Co. Ltd: terzo produttore cinese di macchinari per estrusione di materie plastiche;
  • Guangdong Yizumi Precision Machinery Co. Ltd: nel 2018 ha registrato un balzo del 30% di vendite rispetto al 2017: quinto produttore cinese di macchinari per stampaggio – iniezione di materie plastiche;
  • Shandong TongjiaMachinery Co. Ltd: secondo produttore cinese di impianti per estrusione di materie plastiche;
  • DonghuaMachinery Ltd: terzo produttore cinese di macchinari per lo stampaggio – inezionedi materie plastiche;
  • Fu Chun Shin Machinery Manufacture Co. Ltd. (FCS): quarto produttore cinese di macchinari per lo stampaggio a iniezione;
  • BorchMachinery Co. Ltd: impegnata nella transizione verso la “smart factory” (vedi investimento sopra citato); sesto produttore cinese di macchinari per lo stampaggio di materie plastiche;
  • Ningbo Haida Plastic Machinery Co. Ltd: settimo produttore cinese di macchinari per lo stampaggio – iniezione di materie plastiche;
  • Weifang ZhongyunMachinery Co. Ltd: quarto produttore cinese di macchinari per lo stampaggio di materie plastiche;
  • Shini Group: é leader in Cina per la produzione di componenti ausiliari ed accessori per impianti di lavorazione delle materie plastiche: granulatori, convogliatori, sistemi di riscaldamento e raffreddamento, ecc;
  • Ningbo Techmation Co. Ltd: secondo produttore cinese di ausiliari ed accessori per impianti di trasformazione delle materie plastiche, in particolare sistemi di automazione degli impianti;
  • Qingdao Shunde Plastic Machinery Co. Ltd: quinto produttore cinese di impianti di estrusione di materie plastiche;
  • Xinle Huabao Plastic Machinery Co. Ltd: sesto produttore cinese di impianti di estrusione di materie plastiche;
  • TedericMachinery Co. Ltd: ha registrato un balzo delle vendite di oltre il 30% tra il 2017 e il 2018: ottavo produttore cinese di impianti di stampaggio – iniezione di materie plastiche;
  • Zhejiang Huaye Plastics Machinery Co. Ltd: terzo produttore cinese di ausiliari ed accessori per impianti di lavorazione di materie plastiche: viti, cilindri e sistemi di collegamento e convogliamento;
  • Zhejiang Sound Machinery Manufacturing Co. Ltd: nono produttore cinese di impianti di stampaggio – iniezione di materie plastiche;
  • Dongguan Alfa Automation Machinery Co. Ltd:altro produttore di ausiliari ed accessori per impianti di lavorazione di materie plastiche, in particolare sistemi e soluzioni di automazione;
  • Ningbo Shuangma Machinery Industrial Co. Ltd: decimo produttore cinese di impianti per lo stampaggio – iniezione di materie plastiche;
  • Guangdong JinmingMachinery Co. Ltd: settimo produttore cinese di impianti di estrusione di materie plastiche;
  • Ningbo Haixiong Plastics Machinery Co. Ltd: produttore di rilievo di impianti di stampaggio – iniezione di materie plastiche;
  • Zhejiang Golden Eagle Plastic Machinery Co. Ltd: società produttrice di impianti di stampaggio – iniezione di materie plastiche, con elevati margini di profitto;
  • Ningbo Haixing Plastic Machinery Manufacturing Co. Ltd: produttore di rilievo di impianti di stampaggio – iniezione di materie plastiche;
  • ZhangjiagangBeierMachinery Co. Ltd: ottavo produttore cinese di impianti di estrusione di materie plastiche.

Negli impianti di blow – molding si distinguono le società:

  • Shaanxi Qinchuan Machinery Development Co Ltd;
  • Suzhou Tongda Machinery Co Ltd;
  • Guangdong Leshan Machinery Co Ltd.

Prevedibili evoluzioni del mercato

Nel delineare le prevedibili evoluzioni del mercato cinese delle macchine per la lavorazione di materie plastiche vanno fatte alcune considerazioni di base.

Ovviamente il trend del mercato degli impianti è strettamente legato al trend del mercato a valle dei manufatti in plastica, ottenuti appunto attraverso i processi di trasformazione e finitura; questo mercato, a sua volta, è strettamente legato al trend del PIL, quindi dell’economia generale del paese, dato che la plastica è utilizzata in una gamma sempre più ampia di applicazioni. Il PIL cinese nel 2020 è stato uno dei pochissimi che, a livello mondiale, è risultato positivo, se pure di poco (+ 2% sul 2019); e l’economia cinese è prevista, in base al consenso degli analisti, quella che più rapidamente si riprenderà una volta superato l’effetto Covid–19. Secondo le ultime stime Ocse nel 4° trimestre 2021 il PIL cinese registrerà, rispetto al 4° trimestre 2019 un balzo di quasi il 10%, il più elevato al mondo, seguito dalla Corea del Sud con un più 1,8 – 2%, e contro una media mondiale inferiore – uguale all’1%;

La guerra dei dazi ha fatto rallentare pesantemente le esportazioni cinesi; già nel primo semestre 2018 le esportazioni dalla Cina sono crollate da un + 19,3% dell’anno precedente al + 5,4%, con un calo ancor più pronunciato nel mese di giugno (+3,8% contro il 27,6% del giugno 2017);

Un’ulteriore botta all’economia cinese è derivata dalle decisioni dell’appena uscita Amministrazione Trump, che ha imposto pesanti freni all’avanzata tecnologica cinese, tramite una serie di azioni: ritiro di talenti, guerra dei chip, cessazione di know-how transfer, ritiro di capitali e parziale blocco degli investimenti (anche se una consistente fetta del debito pubblico cinese è in mano agli USA). Questo ha indotto le Autorità Cinesi a comprendere la necessità di una maggior indipendenza tecnologica – scientifica, che finora è stato il tallone d’ Achille dell’industria cinese. Gli investimenti per l’innovazione tecnologica di prodotto e di processo in termini di incidenza percentuale sul fatturato industriale in Cina sono ben al di sotto dei paesi industrializzati, in particolare degli USA; i cinesi sono ottimi sviluppatori di tecnologie innovative acquisite però dall’estero; il vero sforzo di Ricerca innovativa non è una priorità dell’industria cinese. Non per nulla il nuovo Piano quinquennale punta molto sull’autosufficienza tecnico – scientifica e sul miglioramento della catena dell’innovazione della Cina, come supporto irrinunciabile per lo sviluppo nazionale, rafforzando la Ricerca di base. Ma tutto ciò ovviamente richiederà notevoli investimenti, e, pertanto non potrà avere effetti immediati e tangibili nel breve – medio periodo.

In sintesi, si può ragionevolmente ipotizzare per il mercato cinese degli impianti di trasformazione e finitura delle materie plastiche un tasso di crescita del 5,8% medio annuo, inferiore al tasso di crescita registrato mediamente nell’arco dell’ultimo decennio, per arrivare ad attestarsi a 13,28 miliardi di dollari nel 2024.

I tassi di crescita più elevati sono previsti per le presse di stampaggio – iniezione (vedi tabella 5). Per quanto riguarda la stampa 3D, un gran numero di produttori cinesi di stampanti riconosce come ostacoli alla crescita la carenza di competenze tecniche e i costi dei macchinari. Il Piano strategico governativo “Made in China 2025” punta ad aumentare la penetrazione di tale tecnologia nel paese tramite investimenti in tecnologie avanzate e preparando una forza lavoro adeguatamente preparata, in quanto la stampa 3D è considerata un fattore “chiave” per questo piano strategico.

Data la crescente domanda di impianti a tecnologia più elevata le importazioni da paesi occidentali e Giappone tenderanno ad aumentare, mentre le esportazioni verso questi paesi tenderanno a diminuire, almeno nel futuro più prossimo.

Il Piano Quinquennale si dimentica il PIL

Bisogna rilevare che nel nuovo Piano Quinquennale varato dal Governo Cinese a fine 2020 sono tracciate le strategie di fondo, ma manca per la prima volta, nel 14° Progetto di Piano Quinquennale, il target annuale del PIL. Scomparso nel 2020 a causa del violento scossone da Covid–19 nel Piano Quinquennale, ha messo in ansia i decision maker delle direttive economiche del paese. Quello che finora è stato dichiarato del presidente Xi Jinping è soltanto che entro il 2035 il volume del PIL cinese dovrebbe raddoppiare rispetto ai valori attuali, che significa un incremento medio annuo di circa il 4,7%, inferiore al 6,2 – 7% degli ultimi sette anni, e ben al di sotto dei tassi di crescita a doppia cifra dei primi anni 2000. Va inoltre ancora definito il ritmo di marcia per i prossimi anni.

Si attende l’intervento del DNRC (National Development and Reform Commission), il potente e decisivo organo che pianifica concretamente l’economia cinese;

Troppo ottimismo nel piano “Made in China 2025”

Molti analisti ritengono che diversi target del Piano “Made in China 2025” siano eccessivamente ottimistici, e pertanto obiettivi al momento difficilmente raggiungibili. Un esempio è rappresentato dall’industria dei chip, uno dei settori più significativi dell’industria cinese: secondo il Piano “Made in China 2025” i chip di produzione cinese avrebbero dovuto rappresentare ben il 70% del mercato totale dei circuiti integrati del paese; per contro, le più recenti stime parlano di una quota più realisticamente raggiungibile ben più bassa, intorno al 20%. La Cina da diversi anni è il maggior consumatore mondiale di circuiti integrati, ma la crescita della domanda non è stata soddisfatta da una altrettanto rapida crescita dell’offerta nazionale; attualmente solo poco più del 15% della domanda nazionale è soddisfatta dalla produzione locale. Va inoltre rilevato che solo un terzo circa della produzione di circuiti integrati in Cina è realizzato da società cinesi; i restanti due terzi sono realizzati da società estere con stabilimenti di produzione in Cina. E a questo proposito va tenuto presente il fenomeno in atto del reshoring (ritiro di unità produttive in Cina da parte di società multinazionali estere); soprattutto l’effetto Covid-19  ha accentuato una propensione alla “ritirata” di unità produttive dalla Cina da parte di società estere, fenomeno già comunque in atto anche in precedenza.

a cura di Giuseppe Tamburini

Documenti Allegati

IMPIANTI di TRASFORMAZIONE delle MATERIE PLASTICHE in CINA

production mode