Amaplast lancia l’allarme dopo la pubblicazione del Decreto Legge Fiscale 38/2026, diffuso il 27 marzo scorso, che introduce una riduzione fino al 65% del credito d’imposta Transizione 5.0 richiesto dalle aziende lo scorso novembre.
Il presidente dell’associazione dei costruttori di macchine e stampi per materie plastiche e gomma, Massimo Margaglione, definisce la misura «una scelta sorprendente», soprattutto per il suo carattere retroattivo, che – sottolinea – «disattende le rassicurazioni fornite dal Governo» e modifica le condizioni su cui molte imprese avevano basato le proprie decisioni di investimento.
Margaglione evidenzia come, in un contesto internazionale caratterizzato da crescente instabilità, sia “deleterio” aggiungere nuove incertezze interne, che rischiano di indebolire la fiducia dell’industria nei confronti delle politiche di incentivazione.
Pur esprimendo apertura verso future misure come l’iperammortamento, Amaplast considera prioritario rispettare gli impegni già presi con le imprese coinvolte nel Piano Transizione 5.0. «Coerenza e affidabilità – afferma – sono elementi essenziali affinché chi investe in Italia possa farlo senza timori legati all’aleatorietà del momento».
L’associazione chiede quindi al Governo un intervento immediato e concreto, per evitare che la riduzione del credito d’imposta comprometta la competitività del settore. Il sistema produttivo, ricorda Margaglione, è già sotto pressione per i costi crescenti di energia, materie prime e trasporti, amplificati dalle tensioni globali.

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