ECONOMIA – Articoli

13 novembre 2017

Gimatic, automazione della produzione

Crescita impetuosa e novità tecnologiche caratterizzano lo sviluppo di Gimatic, azienda fornitrice di sistemi di manipolazione di pezzi stampati. La nuova filiale in Serbia sarà il Competence Center per l’Europa. Investimenti in Cina e India. Presentati nuovi prodotti per applicazioni in chiave Industria 4.0.



Il percorso di crescita di Gimatic, azienda produttrice di automazione e sistemi pneumatici ed elettrici per la manipolazione, non conosce soste. I risultati sono visibili anche nei numeri: Gimatic chiuderà il 2017 con un fatturato di circa 41 milioni di euro, contro i 33 del 2016. “Siamo cresciuti più delle aspettative - spiega Giuseppe Cardovino, Strategic Customers & Affiliates Coordinator - anche se l’obiettivo era molto ambizioso. Del resto, abbiamo sempre progetti in cantiere: nuove filiali all’estero, nuovi prodotti e partecipiamo a tante fiere ed eventi in tutto il mondo. Queste iniziative ci danno modo di essere presenti in modo capillare e differenziato in tutti i mercati. Alla base di tutto questo c’è il fatto che Gimatic ha avuto la possibilità di costruire esperienze in molti campi: elettronica, pneumatica, meccanica ecc. I nuovi concetti sono quindi già disponibili nella nostra struttura di ingegneria”. 

Non solo una filiale
Proprio in tema di filiali, l’ultima nata è quella in Serbia, a Belgrado: una struttura con un compito speciale. “La nuova filiale andrà a costituire un vero e proprio Competence Center. La Serbia è bel collocata dal punto di vista geografico e gestionale e c’è inoltre disponibilità di tecnici e ingegneri preparati. La filiale di Belgrado opererà per tutta l’Europa, rendendo più semplici le attività continuative e demandando alle filiali locali la gestione del supporto specifico al cliente, con soluzioni “chiavi in mano” sviluppate ad hoc, grazie alla concentrazione di competenze ed esperienze in un unico centro. Grazie alle approfondite conoscenze nel campo delle presse e degli impianti di stampaggio, questa struttura potrà effettuare servizi di installazione in loco”. 

La crescita della Cina
Una struttura simile sta nascendo in Cina, a Shenzhou. Essa avrà un magazzino per supportare non solo la filiale in Cina, ma anche quelle in Giappone, India e Corea del Sud. Sarà il Competence Center di riferimento per tutti i mercati asiatici.
“La Cina continua a crescere con forza – precisa Cardovino - e noi stiamo investendo molto in questo paese, anche dal punto di vista commerciale. Se inizialmente il  mercato cinese si è sviluppato grazie alle aziende europee che avevano spostato lì la loro produzione, oggi sono le aziende cinesi a richiedere il prodotto europeo per aumentare il valore della loro produzione e proporsi all’estero”. 
Ma la Cina non è l’unico obiettivo. “Per l’anno prossimo – aggiunge Cardovino - è prevista l’apertura di una filiale in India, a Pune, dove in passato abbiamo operato tramite un distributore. Le associazioni Ucimu a Amaplast ci stanno accompagnando in questo percorso, svolto insieme ad altre aziende italiane, che in questa fase consiste nel proporre il Made in Italy con iniziative di marketing mirate”. 

Nuovi prodotti
In tema di prodotti le novità principali sono legate al mondo della robotica e dell’Industria 4.0. Nel campo delle mani di presa per robot inseriti in unità di stampaggio di materie plastiche, Gimatic ha introdotto l’RFID, già presentato come concept. Si tratta di un dispositivo di riconoscimento delle mani di presa che però non fornisce soltanto la verifica dell’oggetto. Esso consiste in una coppia di dispositivi: un lettore/scrivente montato sul braccio del robot e un’unità di memoria montata sulla mani di presa (un tag). Quest’ultima è assolutamente passiva e non ha bisogno di essere alimentata; quando è vicina allo strumento di lettura/scrittura è in grado di trasferire un insieme di informazioni alla mano di presa. Queste informazioni vengono scritte dall’utente e contengono una serie di dati: nome, peso e dimensioni della mano di presa, la lista dei componenti, il nome di chi li ha realizzati, il punto di inerzia, il baricentro eccetera. Il primo risultato, in piena ottica Industria 4.0, è la riduzione dell’errore umano: non c’è una sigla o un lettore ottico, ma un codice che automaticamente dice al sistema “sono quello giusto” oppure “sono quello sbagliato”. 
Questo strumento permette inoltre di svolgere operazioni di manutenzione predittiva. Ad ogni movimento del robot è possibile registrare il numero degli interventi fatti; l’utente in questo modo può sapere quanto ha lavorato uno strumento. È possibile settare alcuni allarmi: se, per esempio, sono già stati eseguiti più di 100 mila movimenti, il dispositivo invia il segnale che qualche elemento potrebbe essere pronto per essere sostituito. Ciò può servire ad evitare l’interruzione di un ciclo di produzione notturno a causa dell’usura dei componenti. 
Infine il tag contribuisce ad un migliore dialogo uomo-macchina, dando un significato pratico e concreto a questo concetto, con un utilizzo quotidiano. L’utente infatti, è in grado, utilizzando la stessa unità collegata a un pc o a un tablet, oppure usando una app sviluppata per i dispositivi intelligenti, di andare a individuare le mani di presa presenti in magazzino semplicemente avvicinando il telefono. 
Con questo dato è così possibile dare istruzioni per i ricambi. 

Ampliamento della gamma
Gimatic ha inoltre sviluppato nuove pinze per le materozze, ampliando la gamma dei cambia utensili. “Alla fiera Fakuma abbiamo presentato 36 brochure: tutti prodotti nuovi o concept -  conclude Cardovino - Un esempio è il Capacitor Box, introdotto l’anno scorso al K di Düsseldorf e oggi presentato ufficialmente. Si tratta di una powerbank cioè di un dispositivo che  immagazzina energia elettrica per l’azionamento delle pinze elettriche e di altri strumenti. Grazie ad essa è possibile alimentare i dispositivi elettrici mediante il segnale di comando presente sul braccio del robot, generalmente a basso amperaggio. In questo modo, nelle fasi in cui la pinza non sta lavorando (e la pinza Gimatic ha bisogno di energia solo quando muove le sue dita), il dispositivo accumula energia per renderla disponibile durante i movimenti. Con questa stessa logica stiamo sviluppando, utilizzando la tecnologia dei supercapacitori, un concept di comando wifi dei componenti elettrici, rimuovendo i cavi e lasciando solo le zone di ricarica”. 
Le tematiche legate a Industria 4.0 stanno avendo un forte impatto sulle richieste di pinze elettriche e meccatroniche, di solito associate a robot collaborativi. Al Fakuma, Gimatic ha presentato un kit completo per abbinare la sua pinza elettrica ai robot delle Universal Robot, azienda leader in questo settore. Si tratta di un insieme di componenti studiato seguendo le indicazioni verso un percorso che modificherà profondamente il modo di produrre e di fare industria in futuro.