ECONOMIA – Articoli

26 ottobre 2017

Doppio vantaggio dal ciclo termodinamico

Risparmi energetici pari almeno al 30% e maggiore efficienza anche dei singoli processi: Blauwer, azienda specializzata nella produzione di sistemi per il condizionamento termico, mette a disposizione di tutta l’industria innovative opportunità tecnologiche. 



Le competenze maturate dal proprio staff tecnico in anni di esperienza nell’ambito dell’efficientamento energetico basato sul ciclo termodinamico hanno consentito a Blauwer - società con sede a Borgoricco, in provincia di Padova, dove si trova anche il Gruppo Plastic Systems cui appartiene - di imporsi in breve tempo sui mercati internazionali come produttore di macchine e sistemi completi in grado di consentire notevoli risparmi in bolletta a industrie operanti nei più diversi settori, a partire ovviamente dalla lavorazione delle materie plastiche. 
Ma in Blauwer non ci si ferma qui: il vero obiettivo, quello che occorre per distinguersi da una concorrenza che di certo non manca, è reintrodurre il recupero energetico nei processi industriali per un’ulteriore ottimizzazione del ciclo nel suo complesso e anche per un miglioramento della produzione finale, mettendo al bando ogni forma di spreco e inquinamento ambientale grazie a un costante e impegnativo percorso d’innovazione tecnologica.
Allo scopo, l’azienda mette a disposizione dell’industria una ricca gamma di macchine termodinamiche e soluzioni progettuali studiate su misura delle diverse esigenze di condizionamento termico della clientela nazionale e mondiale: refrigeratori, deumidificatori, dry-cooler, pompe di calore, recuperatori di calore, fino agli impianti centralizzati e quant’altro occorre per assicurare un approccio tecnologico ecologicamente sostenibile abbinato a ritorni dell’investimento garantiti.

Idee innovative
Per avere maggiori dettagli sulle strategie in atto e sugli obiettivi a medio-breve termine, oltre che sulle nuove prospettive che si aprono per tutta la filiera della lavorazione delle materie plastiche, abbiamo incontrato nella nuova e spaziosa sede di Blauwer il direttore vendite, Valter Vio.
“Blauwer”, spiega Vio, “nasce sulla base di idee innovative mirate a diverse applicazioni sulle materie plastiche. Dopo una serie di brevetti registrati, abbiamo iniziato lo sviluppo di macchine in grado di estrarre sia il caldo che il freddo dal ciclo termodinamico e oggi proponiamo al mercato industriale un’offerta davvero ampia, che si tratti di grandi impianti e sistemi oppure di singole unità, con una visione globale che tiene conto non soltanto dei risparmi energetici, che di norma arrivano almeno al 30%, ma anche del miglioramento dell’intero processo produttivo. In sintesi l’obiettivo, ben riassunto dalla nostra filosofia aziendale, è azzerare gli sprechi e l’inquinamento, soprattutto sotto forma di CO2, recuperando quanta più energia possibile in ogni fase per riutilizzarla anche nel processo stesso. Il tutto nei limiti imposti dai differenti ambiti applicativi che però, grazie a un grande impegno nello sviluppo da parte del nostro ufficio tecnico, sono sempre più valicabili, consentendoci di ampliare ogni anno il catalogo con soluzioni innovative che hanno pochi paragoni, per non dire nessuno, in tutto il mondo”.

Caldo e freddo
Si spiega così il crescente successo a livello globale di Blauwer: oggi il fatturato derivante dalle vendite all’estero pesa per il 70% sul totale e pervengono numerosissime richieste dai vari continenti, anche di informazioni sulle nuove opportunità tecnologiche già disponibili o in via di sviluppo finale, che incuriosiscono il mondo industriale in generale. 
“Per esempio”, continua Vio, “una delle nostre peculiarità è la particolare attenzione verso l’introduzione del caldo e non solo del freddo nel processo, cosa che a parte qualche piccolo recupero di solito non avviene. Blauwer con le sue due divisioni Linea Acqua e Linea Aria offre una serie di prodotti completi basati sul ciclo termodinamico, a bordo linea o impianti centralizzati: dalle macchine frigorifere come condensanti ad aria o ad acqua ai sistemi di free-cooling sempre più utilizzati, alle recentissime macchine ad altissima efficienza per l’essiccazione ad aria”.
Proprio nell’ambito del caldo, fa presente Vio, le aspettative attuali sono altissime: “Abbiamo trovato nicchie di applicazioni con pompe di calore ad alta temperatura tuttora in piena evoluzione: siamo già riusciti a spingere le temperature fino a 117°C, quando prima non si superavano i 65°C. L’innalzamento delle temperature fruibili è una sfida importante, c’è voluto tempo per sviluppare queste tecnologie, anche perché gli stessi fornitori non erano pronti e abbiamo dovuto collaborare insieme. La gestione delle temperature diventerà un elemento sempre più strategico dei processi industriali, quindi penso che nel mondo il futuro sarà delle macchine termodinamiche, con le pompe di calore al centro quali elementi insostituibili per processi più efficienti. Abbiamo costruito qualcosa d’innovativo che intendiamo seguire con attenzione per proporlo gradatamente in sostituzione delle pratiche odierne. Com’è nella nostra tradizione, bisogna sempre analizzare i tanti processi nel complesso e vedere se all’interno può rientrare un’applicazione per rendere più efficiente energeticamente il processo stesso. In agenda ci sono tante visite, alcune già in corso, e l’obiettivo non è solo la riduzione dell’energia necessaria per il raffreddamento ma anche il recupero stesso dell’energia da utilizzare in altri processi: il che costituisce una novità ma non per Blauwer, che da sempre ha una visione globale”.

I vantaggi per la lavorazione delle plastiche
Da questo approccio globale, anticipa Vio, deriveranno sostanziali benefici soprattutto nel settore plastica: “Sarà garantita maggiore efficienza anche dal punto di vista del processo di trasformazione, nello stampaggio a iniezione così come nell’estrusione: per esempio, con materiali tradizionali quali polietilene e polipropilene, una delle nuove possibili soluzioni è preriscaldare la resina, materiale non igroscopico che tutt’oggi viene fuso tutto all’interno dell’estrusore, coi conseguenti problemi legati alle variazioni di temperatura ambientale. Da ora, con le nostre innovative pompe di calore, sarà possibile riscaldare il materiale a condizioni più vantaggiose rispetto al solo estrusore, che si basa unicamente sulla frizione meccanica e su resistenze elettriche con un’efficienza mai superiore a 1, quando noi invece, con una pompa da 1 kilowatt elettrico, ricaviamo contemporaneamente più kilowatt termici utili anche per il raffreddamento e il riscaldamento. In questo modo la resina introdotta a temperatura costante non risente mai delle fluttuazioni derivanti dai cicli estate/inverno e giorno/notte, che si riflettono sul settaggio della linea, riducendo al contempo il consumo energetico. Insomma, con l’acqua riusciamo a produrre caldo, freddo e pure caldo e freddo contemporaneamente”.
Anche la divisione Linea Aria produce soddisfazioni e nuove soluzioni, come tiene a sottolineare Vio: “Basandoci su questo fluido stiamo lanciando macchine esclusivamente ad altissima efficienza per l’essiccazione ad aria: abbiamo già realizzato vari sistemi anticondensa per gli stampi con lancio di aria secca che permettono un risparmio energetico addirittura dal 50 al 70%. Più che su macchine singole, puntiamo a grandi impianti centralizzati che consentono poi una distribuzione dell’aria a misura delle singole esigenze, ottimizzando il recupero di energia ricavata dagli stampi stessi e assicurando un più rapido ritorno degli investimenti”.