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25 settembre 2017

Il mix vincente

Promixon esporta in tutto il mondo impianti di miscelazione progettati “su misura” per soddisfare ogni esigenza applicativa, a prescindere dal tipo di materiale da lavorare. Un risultato ottenuto grazie alla fama raggiunta dal marchio, che si è imposto potendo contare su una storia basata sulla fiducia della clientela. 



Se l’evoluzione tecnologica nel campo della miscelazione di materie plastiche - e non solo - ha fatto passi da gigante in un arco temporale relativamente breve, è merito anche di aziende come Promixon. Nel corso della sua storia, quest’azienda “Made in Italy” al 100% ha infatti investito in ricerca e sviluppo sin dalla sua fondazione, con  costanza e una certa dose di coraggio, perseguendo l’obiettivo di dare risposte pienamente soddisfacenti alle sempre più specifiche e variegate esigenze produttive della propria clientela, nel cui elenco figurano oggi numerosi nomi di spicco tra i principali compoundatori a livello internazionale.
Non sorprende quindi che la crescita, in termini economici e dimensionali, sia stata altrettanto rapida, basata su una produzione della massima qualità possibile e supportata da un service di assistenza che mira all’eccellenza, sia in termini di competenze tecniche che di disponibilità e customer care in generale. Per avere maggiori dettagli sull’andamento del mercato e le strategie in atto, abbiamo incontrato nella sede di Magnago, in provincia di Milano, l’amministratore delegato della Promixon, Marco Marinello.
“La nostra è sicuramente una storia di successo, come testimoniano i numeri”, spiega Marinello. “Il fatturato societario, inizialmente di circa 800mila euro, ha sfiorato i 14 milioni nel 2016 ed è destinato a incrementarsi ulteriormente alla luce dei nuovi importanti clienti acquisiti di recente. A livello di personale, dopo essere partiti con una decina di addetti, siamo arrivati alle 50 unità. Inoltre possiamo contare su più di 20 agenti nei vari continenti, dato che ormai le esportazioni pesano per circa l’80%”.

Il prodotto al centro
La “ricetta” vincente comprende ovviamente vari ingredienti, ma quello fondamentale, come tiene a sottolineare l’a.d., è sicuramente il prodotto: “Promixon è un’azienda ‘prodottocentrica’, nel senso che da sempre effettuiamo ingenti investimenti per migliorare le caratteristiche tecniche dei nostri sistemi di miscelazione, arrivando in pratica sempre a proporre impianti progettati su misura delle diverse esigenze e delle singole problematiche da risolvere. Soluzioni così tanto apprezzate, anche per il servizio di assistenza tecnico-commerciale che siamo in grado di assicurare, che facciamo del passaparola e delle ottime referenze testimoniate sia dalla clientela sia dai fornitori le nostre vere armi insostituibili a livello di marketing, al di là delle numerose partecipazioni alle principali fiere di settore e di una comunicazione online curata nei dettagli e multilingue”.

Performance migliorate
Tra le principali innovazioni tecnologiche, l’a.d. ne segnala in particolare un paio introdotte l’anno scorso: “Con l’introduzione in catalogo della serie XBlend proponiamo miscelatori completamente diversi per caratteristiche tecniche, ancora più performanti. Le pale in acciaio inox con geometria Promixon sono ora rivestite con un materiale particolare: abbiamo selezionato il migliore senza badare a spese, con il risultato di azzerare in pratica il problema dell’usura, un fattore molto importante soprattutto per quei clienti che producono tubi in polimeri caricati. Inoltre siamo riusciti a eliminare una serie di problematiche riguardanti i PVC plastificati, che sono difficili da mixare e prevedono l’osservanza delle nuove norme sul bando degli ftalati. In questo caso è stato fondamentale prevenire i problemi di migrazione dovuti all’assorbimento non ottimale, con il plastificante che si staccava dalla molecola. Le performance in sala prove sono risultate così soddisfacenti che un importante gruppo chimico internazionale oggi in pratica ‘impone’ ai suoi clienti l’acquisto dei nostri impianti, per poi scalarne il costo da quelli di acquisto della materia prima”.

Produzione “smart”
In generale, riassume Marinello, Promixon sta puntando anche su una produzione più “smart”, che rinunci alle funzioni poco utilizzate - e maggiore concretezza, sulla base come sempre dei feedback dei clienti, la cui soddisfazione resta l’obiettivo primario: “Sin dalla nostra fondazione siamo riusciti a mantenere tutte le promesse fatte, sia a livello di affidabilità sia di innovazione tecnologica. Vogliamo che la fiducia conquistata sul campo continui a essere confermata, come dimostrano i quotidiani attestati di stima sotto forma di passaparola e referenze positive. Molti clienti ci contattano per effettuare retrofit su loro vecchie macchine e quindi un upgrade consono ai riconosciuti standard Promixon. E tengo a sottolineare che il processo d’innovazione avviene sempre senza stravolgimenti ma con progressi incrementali. Tutto questo ci permette oggi anche di non dover considerare più il prezzo l’elemento primario per battere la concorrenza. Posso affermare che oggi il nostro marchio è conosciuto e stimato in tutto il mondo, quindi non dobbiamo più presentarci partendo da zero. La qualità è data per acquisita, perciò il cliente non esita a investire il necessario”.

Uno sguardo al mercato
Premesso che il settore delle materie plastiche pesa ancora per ben l’80% sul fatturato (anche se alle porte ci sono novità anticipate come “rivoluzionarie” in altri ambiti), secondo Marinello il successo delle esportazioni non deve far dimenticare l’importanza del mercato interno: “L’Italia mantiene per Promixon quote importanti. L’anno scorso il fatturato nazionale ha sfiorato i 3 milioni di euro, pari quindi a circa il 20% del totale. Le potenzialità sono enormi, a patto che le normative di carattere fiscale continuino a incoraggiare gli imprenditori che vogliono investire e abbandonino per sempre il tradizionale carattere oppressivo. Per esempio l’anno scorso, grazie al superammortamento, abbiamo riscontrato segnali molto positivi, anche da parte di realtà che da tempo non rinnovavano il parco macchine, e ritengo che lo stesso trend proseguirà nell’immediato futuro con l’iperammortamento. All’estero invece, attualmente, le aree di maggiore interesse sono il Nord America, il Medio Oriente e ovviamente tutta l’Europa in generale, con una menzione particolare per Spagna e Portogallo nell’ultimo periodo”.
Il mondo si è globalizzato, comunque, e ancor più oggi quando le richieste dei mercati mondiali fanno emergere alcuni comuni denominatori: “Parlare di serie standard per quanto riguarda le macchine destinate alla produzione non ha più senso, ormai ogni soluzione parte da una base che va ‘vestita’ su misura delle diverse esigenze”, conclude Marinello. “Si può dire che lo standard stesso oggi è paradossalmente fuori standard. Per questo è sempre più importante conquistare la fiducia del cliente e saperne intercettare gli input”.

La sala prove: un elemento chiave
Un rilevante impulso alle vendite è derivato dal recente allestimento presso la sede di un’apposita sala prove, dove la clientela ha la possibilità di testare sul campo la validità delle due principali proposte Promixon, i container mixer e i turbomiscelatori ad alta velocità, commercializzati anche in accoppiamento con i raffreddatori orizzontali. Si parte da queste soluzioni di base per poi arrivare a “vestire” le macchine a piacere, potendo contare su uno staff tecnico d’eccellenza e su un catalogo accessori davvero universale, per soddisfare ogni esigenza applicativa e fornire infine l’impianto più idoneo: sia che si tratti di lavorazioni di materie plastiche, PVC rigido e plastificato o materiali compositi sia di altri settori, come quello delle vernici in polvere, di vari additivi e di speciali applicazioni attualmente allo studio. Puntando sempre su qualità, affidabilità, resistenza all’usura e maggiori performance anche nel caso di materiali particolarmente “difficili”, come per esempio il marmo. Un divertente aneddoto raccontato da Marco Marinello sintetizza l’importanza di questa iniziativa, che ha incrementato il tasso di conversione da “contatto” a contratto: “Abbiamo già dovuto riallestire la sala prove per tre volte perché i clienti, una volta verificata dal vivo la bontà delle lavorazioni di loro interesse con diversi materiali, hanno voluto acquistare immediatamente le macchine viste all’opera. In particolare stanno riscuotendo gran successo quelle della nuova serie denominata ‘X’, che evoca il segno di moltiplicazione per indicare le numerose declinazioni applicative possibili”.

 

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