ECONOMIA – Articoli

21 agosto 2017

Uso, riuso e riciclo del packaging

Imballaggi riciclabili e riciclati, utilizzabili più volte. Questi sono alcuni degli obiettivi fondamentali dell'iniziativa The New Plastics Economy per un'economia circolare del packaging in plastica. Obiettivi, piani di azione e buone pratiche nascono dal contributo di numerosi stakeholders del settore delle materie plastiche e del packaging, in collaborazione anche con istituzioni e ricercatori.



di Valeria Mazzucato

Il 2017 segna un passo avanti importante per l'iniziativa globale industriale The New Plastics Economy, fortemente voluta dalla Ellen MacArthur Foundation. Questo progetto è stato avviato l'anno scorso con la partecipazione di importanti protagonisti industriali e si dedica al passaggio a un modello di economia circolare nella gestione delle materie plastiche e degli imballaggi. Si tratta di una iniziativa che fin dalla sua nascita ha visto crescere il numero di aziende e di istituzioni politiche che vi aderiscono. Tutti contribuiscono concretamente nella messa a punto di diversi piani operativi in condivisione e nella messa in evidenza delle migliori pratiche, per permettere agli interessati di lasciarsi ispirare da quanto già è stato fatto in positivo da altri.
In un report pubblicato lo scorso gennaio e intitolato “The New Plastics Economy - Catalysing action”, sono state esplicate le prime tre concrete azioni che l'ampio gruppo di portatori di interesse ha identificato e che intende realizzare a partire da questo anno. In realtà si tratta di tre azioni di ampio respiro.

Alcuni dati
Il punto di partenza per ogni decisione presa da The New Plastics Economy sono alcuni dati fondamentali per comprendere il grande ruolo che giocano le materie plastiche nella nostra vita e gli imballaggi in particolare e per identificare i punti deboli dell'attuale modello lineare.
In uno scenario business-as-usual, ovvero il business portato avanti nello stesso modo in cui lo conosciamo ora, la crescita prevista nella produzione di plastiche potrebbe portare gli oceani a contenere nel 2050 più plastica che fauna ittica, in termini di peso. Il comparto delle industrie delle materie plastiche utilizzerebbe il 20% della produzione totale di petrolio e contribuirebbe con un bilancio annuale di emissioni di carbonio del 15%.
Gli imballaggi sono l'applicazione principale del settore delle materie plastiche, rappresentando il 26% del volume totale. La maggior parte degli imballaggi è utilizzata una volta sola e si stima che il 95% del suo valore, equivalente a 80-120 miliardi di dollari americani, vada perso dopo il primo uso.

Non sarà più...mai più di nuovo
Senza riprogettazione e innovazione significative, rimarrà consistente la quota di imballaggi in plastica che non verrà mai riutilizzata o riciclata. Oggi circa il 30%, in termini di peso, degli imballaggi in plastica è destinato alle discariche, all'incenerimento o al recupero di energia, con il rischio di fuoriuscita nell'ambiente addirittura dopo un solo uso. Questa quota comprende l'imballaggio di piccolo formato (sacchettini, buste a strappo, coperchi e carte di piccoli dolci...) e il packaging multi-materiale, molto utilizzato per migliorare le prestazioni e le funzionalità di un imballaggio; e ancora il packaging realizzato con materie plastiche non particolarmente comuni per la produzione di imballaggi (PVC, PS, EPS) e l'imballaggio altamente contaminato, come il packaging destinato al fast-food.
La mancanza di un vero e proprio progetto di riutilizzo di queste tipologie di packaging e la dimensione spesso minima di questi imballaggi, portano queste tipologie di prodotti a sfuggire ai sistemi di raccolta e a fuoriuscire nell'ambiente, soprattutto nelle economie emergenti. Anche quando raccolti e non dispersi, questi tipi di imballaggi risultano avere un valore materico per il riuso o il riciclo troppo basso o difficile da catturare su larga scala.
Sulla base di questi assunti emersi dal progetto The New Plastics Economy, i portatori di interesse che fanno parte di questa iniziativa hanno identificato alcune azioni che sarebbero di primaria importanza per rimarcare il valore (la validità) degli imballaggi in plastica in una economia circolare. Riprogettazione drastica dei formati degli imballaggi e dei modelli di fornitura e di post-utilizzo del packaging in plastica di piccolo formato, evitando in primis per quanto possibile l'uso di formati tanto piccoli. Sostegno a un'innovazione che porti ad alternative riciclabili o compostabili per le applicazioni in multi-materiali attualmente non riciclabili. Sostituzione di materiali poco comuni nel packaging con alcune poche alternative utilizzate più diffusamente nel settore e con l'immissione sul mercato di nuovi materiali più adeguati all'economia circolare. Crescita e maggiore diffusione di packaging compostabile e infrastrutture necessarie per il recupero degli imballaggi contaminati da sostanze naturali. Approfondimento delle potenzialità e dei limiti del riciclaggio chimico e di altre tecnologie, per arrivare a trasformare in nuova materia prima gli imballaggi in plastica attualmente non riciclabili.

Riutilizzo
Nuovi modelli di movimentazione e spedizione e di utilizzo stanno aprendo opportunità di reimpiego per almeno il 20%, in termini di peso, degli imballaggi in plastica, per un valore di almeno 9 miliardi di dollari americani. Sul mercato sono già presenti molti casi di imballaggi che sono stati trasformati da applicazione usa e getta ad alternativa riutilizzabile. Anche nel settore business-to-business (B2B) ci sono molti esempi di successo che mostrano i benefici degli imballaggi riutilizzabili. I punti su cui lavorare maggiormente per liberare le potenzialità di questo 20% di packaging riutilizzabile sono quindi lo sviluppo di nuovi modelli di movimentazione e spedizione, la sostituzione delle borse della spesa con pochi cicli di impiego o monouso con alternative riutilizzabili a lungo, l'aumento del packaging riutilizzabile nel B2B sia per gli imballaggi rigidi che per le pellicole.

Riciclo
Con un lavoro e uno sforzo comune da parte di tutti i portatori di interesse nella riprogettazione dei prodotti e dei sistemi di post-utilizzo, il riciclo sarebbe economicamente valido per il rimanente 50% degli imballaggi in plastica.
Tra le azioni da intraprendere vi sono l'implementazione in un Protocollo globale sulle materie plastiche (Global Plastics Protocol) delle buone pratiche e di nuovi standard nel design e nei processi di post-utilizzo, l'armonizzazione e l'adozione delle pratiche migliori nei sistemi di raccolta e separazione (sempre inserendole nel Protocollo), il passaggio a un'economia di scala dei processi di riciclaggio di elevata qualità, lo studio delle potenzialità dei marcatori per aumentare le capacità e la qualità della selezione dei materiali, lo sviluppo e l'impiego di nuovi meccanismi di cernita per i film flessibili, il sostegno alla domanda di plastica riciclata attraverso iniziative volontarie o politiche e con misure politiche di supporto al riciclo, l'impiego di adeguate infrastrutture per la raccolta e la cernita dove ancora mancano.

Design
Per potersi muovere con successo sui tre fronti appena esplicati, il progetto ha sottolineato l'importanza fondamentale del design, ovvero della progettazione dell'imballaggio in plastica lungo tutta la filiera, dalla progettazione del vero e proprio imballo al riciclo. Per passare a un modello di economia circolare si è visto in fatti che è essenziale una nuova progettazione dei materiali, dei formati e dei sistemi di movimentazione e fornitura.
The New Plastics Economy ha quindi evidenziato alcuni punti fondamentali da realizzare già nell'arco di questo anno, tra cui il Global Plastics Protocol che, insieme a un meccanismo di dialogo degli stakeholders con più incontri annui, porti alla valorizzazione di tutte le opportunità per questo cambiamento. A questo si unisce anche l'avvio di concorsi per l'innovazione che portino ricercatori e designer allo sviluppo di soluzioni adeguate per quel 30% di imballaggi che necessita di innovazione e riprogettazione totale per poter essere riutilizzato o riciclato.

Nuovi modi
In temi di concorsi per l'innovazione la fondazione Ellen MacArthur ha appena lanciato insieme alla International Sustainability Unit del Principe del Galles un Premio all'Innovazione di 2 milioni di dollari per cambiare il modo in cui si pensano e si usano le materie plastiche. Questo premio rientra proprio nell'iniziativa The New Plastics Economy.
Il concorso è diviso in due parti diverse. Una è la Circular Design Challenge e intende valorizzare le soluzioni tese alla progettazione di imballaggi che non siano più usa e getta o per cui sia possibile la destinazione a riciclo. Questa sfida è dedicata in particolare agli imballaggi di formato piccolo. La seconda sfida è la Circular Materials Challenge. Questa vuole far emergere invece le migliori innovazioni per materiali che possono essere avviati a riciclo, con attenzione particolare verso quelle che oggi sono le applicazioni multi-materiale. L'intento è di portare allo sviluppo di alternative che consentano il riciclo o il compostaggio.

Materie prime rinnovabili e zero rifiuti
Le azioni che il progetto The New Plastics Economy ha avviato o sta avviando nell'arco di questo anno sono studiate anche nell'ottica di realizzare parte del piano per l'economia circolare presentato dall'Unione Europea, in attesa del Piano di Azione dell'Economia Circolare dedicato alle materie plastiche che l'Unione Europea intende introdurre a fine 2017. Per lanciare le materie plastiche in questo modello circolare e rendere il settore economicamente più forte e maggiormente compatibile con l'ambiente, The New Plastics Economy punta a creare una efficace economia post-utilizzo migliorando il riciclo, il riuso e la biodegradazione in condizioni controllate per alcune applicazioni specifiche. Vuole inoltre ridurre così drasticamente effetti negativi come, ad esempio, l'immissione nell'ambiente delle materie plastiche come rifiuto, intende rendere sempre più indipendente dal petrolio la produzione della plastica, ridurre le perdite di materiale lungo il ciclo di produzione e incrementare l'uso di materia prima rinnovabile.