ECONOMIA

29 giugno 2017

Macchinari, export a due cifre

Nel primo trimestre del 2017, i costruttori italiani di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma hanno aumentato l'export 16,3%.



I dati sul commercio estero di macchinari per materie plastiche elaborati dal Centro Studi di Amaplast (nuova denominazione di Assocomaplast) - relativi al primo trimestre di quest’anno e posti a confronto con lo stesso periodo del 2016 - evidenziano un incremento del 15,3% all’import e del 16,3% all’export.
Se la decisa progressione degli acquisti dall’estero risulta in linea con il trend registrato nel corso del 2016, il miglioramento a due cifre delle esportazioni appare particolarmente di buon auspicio per i costruttori italiani, la cui produzione - che nel 2016 ha superato il valore di 4,2 miliardi di euro, riportandosi ai livelli pre-crisi - è per il 70% almeno destinata proprio oltreconfine.
L’aumento dell’export riguarda quasi tutte le tipologie di macchinari – con l’eccezione delle presse per pneumatici e degli impianti per materiali espansi – in misura piuttosto consistente: si va dal +8% delle presse al +70% delle termoformatrici.
A livello geografico, l’export complessivo risulta in robusto aumento (vicino al 20%) verso l’Europa (primo quadrante di riferimento) per un valore passato da 380 a 455 milioni di euro, con Germania, Spagna, Romania a registrare gli incrementi più significativi (ma anche la Russia, finalmente, mostra una certa ripresa).
Le vendite verso il Centro-Sudamerica hanno registrato un balzo del 53%, fino a 47 milioni, con una crescita significativa per il Brasile e un’evidente apertura delle forniture a Cuba.
Le esportazioni verso l’Africa sono aumentate del 21%, portandosi a 33 milioni, con Algeria, Nigeria e Sudafrica a sostenere la progressione.
Il flusso verso Asia e Nordamerica ha registrato invece un rialzo più contenuto, nell’ordine del +4%.
Va comunque ricordato che tali aree assorbono una quota considerevole dell’export italiano di settore: nel gennaio-marzo 2017, infatti, i mercati medio ed estremorientali (compresi quelli marginali
dell’Oceania) nel loro complesso e l’aggregazione NAFTA hanno rappresentato ciascuno il 14% del totale.
L’indagine congiunturale svolta a fine maggio fra gli associati, relativamente al semestre in corso rispetto al precedente, ha evidenziato una tendenza positiva sia per quanto concerne l’andamento del fatturato – in miglioramento per il 39% degli intervistati e stabile per il 49% - sia relativamente al trend della raccolta ordini – in crescita per il 42% del campione e stabile per il 52%.